Regione: Puglia
Zona: Lecce
Comune: Galatone
Probabile origine:
Strutture originarie:
Condizioni: Discrete
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Galatone (pronuncia /ɡaˈlatone/; Γαλάτυνα in greco otrantino) è un comune italiano di 15 430 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Il comune si fregia del titolo di città, conferito con Decreto del presidente della Repubblica del 24 febbraio 2005. Il suo territorio si affaccia sul mar Ionio con le località La Reggia e Montagna Spaccata, di particolare interesse naturale e paesaggistico. Per le sue bellezze architettoniche, tra cui risaltano particolarmente quelle medioevali e del barocco leccese, la città è stata inserita nell'associazione Borghi Autentici d'Italia.

Le origini della città risalgono probabilmente al periodo greco-bizantino, quando, per la sua posizione strategica, assunse il ruolo di Kàstron ("castello" in greco bizantino) e nel periodo normanno-svevo si sviluppò in modo organico con l'amministrazione di un feudo che comprendeva i casali di Corillo, Feudonegro, Morice, Renda, San Cosma, Tabelle, Tabelluccio e Fulcignano.

Patria del più illustre umanista dell'Italia meridionale, Antonio De Ferrariis (conosciuto con il nome di Galateo), Galatone offre un itinerario imperniato sulle chiese tardo-rinascimentali e barocche (soprattutto del Santuario del S.S. Crocifisso), sulle sue case "a corte" e su palazzi ottocenteschi. A Galatone è stata viva la lingua greca fin oltre la fine del XV secolo, come anche la religione greca ortodossa, rispettivamente il Rito bizantino.

In passato è stato uno dei centri agricoli più importanti della provincia di Lecce: il territorio è ricco di uliveti, vigneti, mandorleti e alberi di fico. Fino al primo dopoguerra, Galatone era uno snodo di scambi commerciali tra agricoltori e grossisti che acquistavano e rivendevano i prodotti locali nel nord della Puglia. Commercianti e contadini si davano appuntamento al limite della città, a un crocevia che segnava il confine tra la città e la campagna e qui si svolgevano le trattative. Tra i prodotti più apprezzati c’era l'albicocca di Galatone, una rara e preziosa cultivar galatea che proprio a ragione della sua unicità è stata inserita tra i Presidi Slow Food.

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Documento a cura di : redazione